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ANTONIO TAMBURRO

Cosa raccontano le sue opere?

 Un'inedita lettura degli ultimi dipinti

City lights, 90x140 cm (2021).jpg

Antonio Tamburro, City lights, 90x140 cm, olio e acrilico su tela -

35x55 inches, oil and acrylic on canvas, 2021

 

Tra l’astratto e il figurativo Antonio Tamburro sposta il suo pennello con maestria. Con l’utilizzo di soli tre colori primari realizza infinite sfumature. Dai suoi racconti emerge un’innata propensione alla pittura: “ Un giorno rientrando a casa dopo un intensa giornata passata nel mio studio, tra le mie tele e gli odori delle mie vernici, un pensiero s’insinuò nella mia mente, fino a divenire consapevolezza. La mia mano, il mio pennello non erano più guidati dalla mia mente e dal mio sguardo, si muovevano autonomamente e se anche avessi chiuso gli occhi, non si sarebbero fermati, anzi non riuscivo a fermali, naturalmente fluivano, ero un tutt’uno con la materia”. Così nasce l’opera CITY LIGHTS, una successione di pennellate che costruiscono uno spazio indefinito, in lontananza la città è fugace: bus, auto e strade appaiano sbiadite, compaiono e scompaiono al ritmo di clacson, si dileguano . Al centro della scena, una donna viene rappresentata nell’atto in cui trattiene un ombrello che il vento prova a trascinare via. La sua gonna rossa è il fulcro del quadro, tutto confluisce e ritorna al rosso. Si può notare come ai lati del quadro e in alto le linee sembrano svanire e creano movimento rispetto al centro, dove le pennellate si soffermano con linee verticali e oblique, a voler rimarcare il poetico rosso. Accanto alla figura centrale si staglia una seconda figura che accenna un passo e sembra avanzare, ma in realtà è anch’essa ferma nel cuore della scena. L’alter ego della donna in tailleur rosso. Sulla destra, una figura indefinita avanza verso il centro, contribuendo a dare il senso di continuità al quadro.

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Antonio Tamburro, Valzer di ombrelli, 140x90 cm, olio e acrilico su tela -

55x35 inches, oil and acrylic on canvas, 2021

 

L’artista con l’uso sapiente dei grigio realizza su tela il soffio impetuoso del vento. In un giorno di pioggia le figure sono sorprese nell’istante in cui provano a trattenere gli ombrelli e a proteggersi. Pura energia è la donna al centro il cui vestito è trasportato anch' esso dal vento, risucchiata dal vortice di pennellate dinamiche. Figure danzanti s’intrecciano in una strada di città sfiorandosi senza mai incontrarsi, ognuna segue una propria direzione. La dimensione verticale del dipinto e i piani prospettici definiti dalle strisce pedonali che si succedono verso l'alto creano profondità e continuità. Un turbine di bianchi spiccano sulla tela in netto contrasto con i blu e i piccoli tratti rossi. Al di là delle figure è la materia pittorica ad emergere in un flusso senza sosta. Un frame di una pellicola pittorica senza fine. Il movimento viene dato anche dalle direzioni dei diversi ombrelli, che si lasciano trasportare dal vento e sembrano fluttuare nell'aria come in un valzer.

New York, 90x120 cm (olio e acrilico su

Antonio Tamburro, Paris, 90x120 cm, olio e acrilico su tela -

35x47 inches, oil and acrylic on canvas, 2021

 

In una strada desolata, irrompono tre figure distratte come nella scena del film Ascenseur pour l’èchanfaud di Louis Malle, dove l’attrice Florence Carla (Jeanne Moreau) attraversa languida una Parigi notturna, ripresa nel suo avanzare lento, in contrasto con le luci frenetiche della città. Il senso dell’abbandono e dello smarrimento è reso sapientemente in quest'opera. I tratti non delineati delle figure si confondono con l’atmosfera, il gesto poetico di ritirarsi il capotto della donna sulla sinistra con l'ombrello rosso rimarca il senso di sospensione del quadro.  Sospensione enfatizzata dal braccio sollevato della donna al centro, intenta a chiamare un taxi  e a fuggire via. Il riflesso della pioggia e delle luci è reso magistralmente dall'artista attraverso luminose sciabolate bianche. Tutta la scena del dipinto sembra un'immagine evanescente e le tre figure, le macchine e i palazzi sullo sfondo sembrano fluire in un movimento continuo.

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Antonio Tamburro, Ombrelli, 90x140 cm, olio e acrilico su tela -

35x55 inches, oil and acrylic on canvas, 2021

 

Una successione di ombrelli che dal basso ascende verso l’alto disperdendosi in macchie di bianco . Una tela insolita, generalmente gli ombrelli che realizza l’artista sono estremamente colorati e variopinti.  In tale opera invece predominano i grigi ed i bianchi  e richiamano alla mente la scena iniziale del film  Il prigioniero di Amsterdam di Hitchcock,  dove il  regista gioca con la pioggia con un serie di ombrelli lungo la scalinata. Il dipinto in questione è tuttavia  privo  della tensione battente in stile hitchcockiano; la purezza degli ombrelli bianchi predomina. Dal basso gli ombrelli più grandi in primo piano, dall’alto si disperdono e sembrano oltrepassare la superficie pittorica. Gli ombrelli, un pretesto dell’artista per dirigersi verso l’astratto e per rappresentare scene di strade. La pioggia impetuosa è resa con linee sottili e dinamiche che sembrano  far dirigere il quadro in diverse direzioni. Realtà ed immaginazione convivono contemporaneamente. I suoi dipinti non sono mai la descrizione di singoli episodi, ma ricordi fugaci, figure che scompaiono nel buio, presenze ed assenze che si compenetrano e giocano a creare il senso di solitudine.

Morning light, 80x80 cm (2021).jpg

Antonio Tamburro, Morning light, 80x80 cm, olio e acrilico su tela -

31.5x31.5 inches, oil and acrylic on canvas, 2021

 

Una donna assopita nella luce del mattino è adagiata delicatamente su di uno sgabello indefinito, accanto ad un tavolo su cui poggia una natura morta scomposta in linea con le pennellate frenetiche e pluridirezionali del dipinto. Un interno indistinto, ma carico d’intimità. La figura assorta ha la parte destra del corpo scoperta, una trapunta è adagiata delicatamente sulla spalla e si dirama all’interno dello spazio. Un momento d’intimità sospeso nel tempo.

I colori sono intensificati: un caldo arancione tendente al rosso come sfondo, il verde della trapunta a strisce bianche e grigie, il blu della veste della donna rievocano i colori e alcuni motivi orientali – arabescati dei dipinti di Henry Matisse: La desserte rouge del 1908 (Hermitage, San Pietroburgo), Interno con melenzane del 1911 (Musée del Grenoble). Espressione e tecnica pittorica coincidono perfettamente. Tamburro, abile colorista evoca spazi interiori, anche se i suoi temi parlano della quotidianità. La tovaglia irregolare e il piano del tavolo vengono assorbiti dai colori circostanti, tutti gli oggetti presenti appaiono come in un sogno, un ricordo sbiadito. L’assenza di tempo nei quadri di Tamburro è un elemento essenziale, perché evoca plurime percezioni.

Interno blu, 140x200 cm (2021).jpg

Antonio Tamburro, Interno blu, 140x200 cm, olio e acrilico su tela -

55x78.7 inches, oil and acrylic on canvas, 2021

La maestria nell’utilizzo del colore blu con una miriade di sfumature viene espressa in tutta la sua pienezza nel dipinto Interno blu. Tocchi di bianco illuminano la moltitudine di figure abbozzate immerse nel colore. Il continuo passaggio da tele colorate a tele monocolore, dall’astratto al figurativo mostrano la capacità di Tamburro di destreggiarsi con abilità nei meandri della pittura. Anche un occhio meno esperto s’ immerge con facilità nel mondo intricato del dipinto in questione. L’apice della sua pittura, il soffermarsi cautamente sulla figura in primo piano a destra, dove il cappello bianco e il braccio poggiato sul tavolino sono riconoscibili anche in lontananza, per poi ritornare freneticamente con il pennello sull’abito, con passaggi di blu scuro che quasi si dileguano. La rappresentazione dell’inconscio della donna seduta a destra? La rappresentazione dell’inconscio di ognuno di noi? Più che soffermarci su che cosa raffigura il quadro, domande frequenti nel mondo dell’arte che lasciano il tempo che trovano è giusto sostare sulla pittura, l’unica che davvero conta. La stratificazione dei piani costruiti con il colore e con le figure creano molteplici scene che sembrano non collegate tra loro, ma che in realtà sono unite dal colore e dal disegno frenetico e incisivo: gambe, volti e braccia, con i suoi vortici di pennellate lunghe e vibranti, le cosiddette sciabolate, fermano sulla tela immagini simili a fotogrammi.

Il tratto in movimento nel contempo fissa sulla tela la dinamicità del passaggio fra un’azione appena compiuta e un’altra appena cominciata. Schizzi di colore rimandano all’artista ferrarese Giovanni Boldini, pittore dotato di una notevole espressività pittorica. Lo stesso Tamburro con la sua pennellata veloce e dinamica testimonia lo spirito del tempo.

La forza e l’energia del suo pennello sono elementi imprescindibili per comprendere la totalità della sua pittura.

 

Nuovi foulards di seta unici
dipinti da
Antonio Tamburro

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